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#MyStory

1992

Dovevo nascere nel 1993, ma nasco dopo solo 7 mesi, avevo fretta di vivere. Non sapevo che quella sarebbe stata solo la prima scelta atipica della mia vita.

2011

L’anno del diploma. L’anno in cui, da maggiorenne, entro a far parte del mondo “reale”. L’anno in cui bisognava iniziare a fare le scelte giuste e a prendersi le prime responsabilità. Dopo il diploma non avevo idea di che cosa fare nella vita. Che università scegliere, che lavoro fare, che carriera percorrere.

A scuola il classico “orientamento” faceva acqua da tutte le parti e, di sicuro, non mi ha aiutato a decidere cosa volevo fare della mia vita.

(Sulle inefficienze della scuola/formazione italiana ci ritorneremo)

Come tanti miei coetanei feci più di un test d’ingresso, ma non mi aiutarono nello scegliere, perché li passai quasi tutti, quindi la scelta rimaneva a me.

Scelsi l’università di Agraria.

2012

Perché agraria?

Me lo sono chiesto più volte.

Abitando in Sicilia… è di sicuro uno dei mercati più fiorenti.

Il mio obiettivo era entrare in quel mondo. Non come dottore agrario, ma come imprenditore.

Pensavo a come fondare una azienda agricola, cosa coltivare. Pensavo anche al commercio dei fitofarmaci.

All’università cercavo di studiare ed imparare quel mondo.

Ma c’era un problema: non ne avevo la passione.

L’università ti preparava a diventare un dipendente agricolo, un dottore agrario, non un imprenditore.

L’intera università andava nello specifico della biologia vegetale, dell’allevamento e cose di questo tipo.

Cose di cui, nella realtà dei fatti, non mi importava assolutamente nulla.

Lì capii che se non si è appassionati di un mercato, è molto difficile lanciarci un business. Quantomeno il primo business.

2013

Gennaio

Piccola parentesi della mia vita.

Iniziavo a nutrire dubbi sulla mia scelta universitaria e iniziavo ad esplorare nuove frontiere.

Mi iscrissi ad una scuola di teatro “Oltre il sipario” qui nella mia provincia.

Durò 2 anni, in parallelo all’università.

Si, per un attimo mi balenò in mente la voglia di far l’attore nella vita.

Quando voglio fare una cosa sono solito impegnarmi seriamente, ero arrivato a fare lezioni anche con gente piuttosto famosa come Ficarra e Picone.

Ma come detto, fu una piccola parentesi della mia vita.

2013

Giugno

Siamo alla fine del secondo anno di agraria, all’esame di arboricoltura.

Il professore mi fece una domanda, a detta sua, basilare.

Non seppi rispondere.

Ero indietro sugli esami, indietro anche con materie fondamentali come Biologia Vegetale del primo anno.

Ricordo ancora quel giorno: “uno studente di agraria che dovrebbe entrare al terzo anno, non conosce la risposta a questa domanda e non ha ancora dato Biologia Vegetale del primo anno? Lei è sicuro che questo sia il suo futuro?”.

Ovviamente non passai l’esame.

Quello stesso giorno fu il giorno in cui feci la rinuncia agli studi e smisi con l’università di Agraria.

Fortunatamente internet ormai era alla portata di tutti, avevamo ormai quasi tutti uno smartphone in mano (cosa che non era assolutamente cosi ai tempi del diploma).

Mi persi nei meandri del mondo del web.

Lessi articoli su come capire le proprie attitudini, passioni, come capire che carriera intraprendere, feci test sulla personalità e, cavolo, spesso abbiamo la risposta sotto al naso.

C’era una cosa che io avevo sempre capito al primo colpo e con facilità rispetto agli altri: la tecnologia e l’informatica.
Tre mesi più tardi da quell’esame, a settembre 2013, iniziai il mio percorso all’università di Informatica.

2014

Giugno

Al primo anno di informatica non volevo rifare lo stesso errore.

Mi concentrai sulle materie cardine del primo anno e dell’università stessa.

E solo in quel momento capii quanto avesse ragione quel professore di Arboricoltura e quanto io non ci azzeccassi nulla con Agraria.

Alla fine del primo anno diedi Programmazione 1 al primo semestre con 30 (su 150 fummo solo in 2 a prender 30) e Programmazione 2 al secondo semestre con 28 (anche lì voto più alto della media).

Ero nel posto giusto, ma c’era un problema: io volevo fare l’imprenditore.

Anche qui, come in Agraria, l’università ti preparava a diventare dipendente, non intraprendente.

Io non ho mai voluto fare il dipendente, non l’ho mai fatto. Non ho mai neanche scritto un curriculum.

Puntavo a far l’imprenditore o, come piano B, il libero professionista.

Il dipendente non era neanche il piano Z.

Ho un senso di libertà troppo grande.

Quando vedevo le foto dei cubicoli in cui vanno a lavorare i programmatori, morivo dentro. Non ci sarei mai andato.

La vita è una sola, non ha senso passare le giornate chiusi in un cubicolo a lavorare per realizzare le volontà di qualcun altro.

Due sono i valori che sono sempre vissuti in me:
– Un forte senso di libertà
– Una forte voglia di aiutare il prossimo

2014

Dicembre

Ormai vivevo con il mio portatile.

Sia per l’università, ma anche perché avevo passato gli ultimi 6 mesi ad informarmi online sui vari ambiti dell’informatica. Le possibilità, le varie opzioni.

Mi imbattei nel mondo del web marketing.

A quei tempi esisteva poco e nulla.

Gli influencer non erano ancora esplosi, nessun guru del web.

Andava molto la SEO e il blogging, poco advertising.

Il web italiano era molto più acerbo e ricoperto da un alone di mistero.

Soprattutto nelle mie zone. Se dicevi che su Facebook si faceva pubblicità ti rispondevano “Ah c’è la pubblicità su Facebook?”.

Dopo 6 mesi passati ad informarmi e navigare in giro… comprai il mio primo dominio .com.

2015

Quel dominio altro non era che un blog, non un progetto di business.

Chi mi conosceva sa che lo chiamavo sempre “Blog studio”.

Si chiamava “Migliorare Continuamente” e lo usavo per studiare il web marketing, per far test, per praticare.

Su quel sito feci la mia prima campagna facebook, la mia prima landing page, il mio primo funnel.

Gettai le basi per quello che sarebbe venuto dopo.

Il 2015 fu l’anno X.

Capii chi ero, quali erano i miei obiettivi, quali erano le mie passioni e le mie attitudini, capii chi volevo diventare.

Nel 2015 la quantità di roba che ho studiato, la quantità di persone che ho conosciuto, la quantità di ore che ho lavorato… è stato straordinario.

Ricordo che mi svegliavo alle 6:00 e iniziavo a studiare libri, corsi e articoli sul web marketing. Poi per le 8 andavo a fare colazione e andavo all’università, rientravo per le 19 e mi mettevo a testare/praticare sul mio blog studio fino a tarda notte.

Se ancora ripenso a quell’anno, è come se avessi vissuto 10 anni di vita in uno soltanto.

Qui sulla scrivania ho una moneta stoica con su scritto “Memento Mori” (“ricordati che devi morire”).

La tengo per ricordarmelo ogni giorno.

E no, non serve a deprimermi, tutto il contrario.

Serve a ricordarmi che la vita è una e non ha senso limitarsi, vivere la vita di qualcun altro o, peggio ancora, aver paura di intraprendere una strada diversa da quella canonica che la società ci impone.

In quel 2015 spinto da questa voglia mi sono chiesto “dove voglio arrivare?”.

La risposta era ben lontana dai dogmi della società moderna.

Io volevo essere libero e lavorare dove mi pare, con un PC e una connessione ad internet, alle cose che mi appassionavano per creare valore che impattasse sulla vita delle persone.

A quei tempi era un misto fra follia e sogno.

Oggi si conosce la figura del web marketer, dell’influencer, dell’imprenditore digitale e la vita che conducono.

Oggi si parla anche di smart working.

Ma a quei tempi non esisteva nulla di tutto ciò.

A quei tempi eri semplicemente considerato un folle se volevi intraprendere strade simili.

La realtà è che i folli, secondo me, son quelli che rimangono intrappolati nella propria vita routinaria aspettando la vecchiaia.

Oggi ringrazio il me del passato per aver avuto il coraggio di imbattersi e avventurarsi verso strade poco battute, sconosciute, contro il parere di amici e parenti.

Lì capii la mia missione di vita, la mia reason why.

“Trasformare idee in realtà digitali per creare valore con un forte impatto sulle persone e sulla società”

2016

Fu l’anno dei primi clienti (agli inizi vendevo sotto il nome di “Net Business Lab” per i servizi di web marketing e sotto il nome di “SitoQuick” i servizi di creazione siti, poi ho deciso di mettere semplicemente il mio nome).

Fu l’anno dei primi eventi dal vivo.

Fu l’anno in cui la cerchia di conoscenze nel mondo del web si allargò.

Fu l’anno in cui iniziai a guadagnare seriamente online.

Iniziai la mia collaborazione con IngleseDinamico.

La collaborazione con un team per lavorare con il dropshipping.

Lavoravo anche con le affiliazioni.

In quell’anno diventai autore di due guide, una sul copywriting e l’altra sul dropshipping all’interno del corso AffiliatePRO di Giannicola Montesano.

Anche il 2016, come il 2015, fu un anno straordinario. Per il secondo anno di fila avevo vissuto un anno con la sensazione di averne vissuti molti di più.

Quello fu anche l’anno in cui decisi di abbandonare l’università.

Guadagnavo di più di quello che avrei guadagnato da impiegato programmatore.

L’università ti prepara a diventare un dipendente e per me non è mai stato un obiettivo.

Lavorando online ero ormai andato troppo indietro con gli esami.

Valutando, non vedevo più il senso di continuare l’università, e ancora oggi non mi pento della scelta.

L’unico esame a cui avevo partecipato molto volentieri era “Startup d’impresa e modelli di business”, una materia a scelta del terzo anno.

L’esame consisteva nella creazione di un’idea di business online formando un team con gli altri studenti per poi presentarsi all’esame con un business plan e un pitch.

Il progetto si chiamava MyRecord, fu l’unico 30 e lode della mia carriera universitaria.

Per quell’idea fummo selezionati anche a StartupAcademy e fummo i primi in classifica nella selezione.

StartupAcademy fu un’esperienza cosmica. Giornate intere a contatto con startup digitali, imprenditori, incubatori e acceleratori.

Quell’esperienza a startup academy e la decisione di abbandonare l’università mi convinsero del fatto che la formazione italiana andrebbe totalmente rivista.

Le scuole e le università realmente valide in Italia si contano nelle dita di una mano.

Il 90% delle università italiane ti preparano per diventare dipendente per un mondo del lavoro che appena presa la laurea sarà già cambiato.

Le scuole italiane poi, non ti preparano per nulla a quello che verrà dopo il diploma, non ti aiutano nella scelta dell’università e della carriera lavorativa.

Ho vissuto un liceo e 2 università e sono profondamente deluso di quel che offre la formazione italiana.

Non ti nego che un mio obiettivo di vita è impattare sulla formazione italiana affinché i giovani possano essere indirizzati nella maniera migliore fornendo loro delle competenze valide e sempre aggiornate.

2017

Ormai il web era diventata la mia vita a tempo pieno.

Mi aggiornavo con libri e corsi (ormai praticamente solo in inglese).

Avevo già una mia cerchia di clienti.

Partecipavo ad eventi.

Il 2017 fu l’anno in cui, assieme a Stefano, mettemmo online ActivePowered.

Fu anche l’anno in cui volevo fondare HostMore, progetto molto ambizioso, ma che nacque e morì nello stesso anno.

Andava bene, c’era richiesta, avevamo Beta Tester, ma il team si sfaldò. Non si sa mai che in un futuro io possa riprendere quell’idea, ci tenevo particolarmente.

2020

“Trasformare idee in realtà digitali per creare valore con un forte impatto sulle persone e sulla società”

Questa ormai è la mia vita.

Nel 2018 ho fondato Persistence, un sotto-business di IngleseDinamico con l’obiettivo di aiutare le persone a mantenere allenato il proprio inglese. Ancora oggi continua a crescere.

Anche IngleseDinamico continua a crescere, è uscito anche un libro alla Feltrinelli, con un ringraziamento speciale rivolto a me.

ActivePowered è nella Top 3 (al mondo) fra i rivenditori di ActiveCampaign ed oggi giriamo l’Italia sponsorizzando eventi e fiere (se andrai ad un evento di web marketing, probabilmente ci troverai li),

Nel 2019 ho fondato BeInfluencers.it, un primo tassello per impattare la vita dei giovani che vogliono seguire una via atipica, diversa, anticonformista. 

Questa oggi è la mia vita e sono ansioso di scoprire il resto che verrà.

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PASSION. HARD WORK. EXECUTION.

to be continued...